Basket - Serie C Dilettanti: Fiorentina Affrico a nulla vale la generosa rimonta nel finale, Venturina si impone 77-70

Basket maschile - 08/02/2010 22.01.52

Calidario Venturina – Pall. Fiorentina Affrico   77-70            

 

PARZIALI: 26-12 , 22-20 (48-32), 10-20 (58-52), 19-18 (77-70).

 

Calidario Venturina: Martinelli 5, Chesi 2, Scali, Vicenzini F. 24, Dragna 5, Llacka 2, Vicenzini E. 2, Malvone 9, Bianchi 18, Tonelli 10. All. Pezzini. Percentuali di squadra: 2 Pt 16/28, 3 Pt 9/24, T.L. 18/22. Rimbalzi: 35 (Bianchi 10).

 

Pallacanestro Fiorentina Affrico: Betti 2, Tello 9, Scarselli 23, Calamai 7, Ribera 4, Sarri 4, Rizzacasa 3, Ferrotti 6, Cangioli 2, Corzani 10. All. Pacini. Percentuali di squadra: 2 Pt 11/27, 3 Pt 9/27, T.L. 21/30. Rimbalzi: 22 (Corzani 7).

 

ARBITRI: Rossetti Gabriele di Pisa e Salvi Emanuele di Pistoia.

 

Note - Usciti per cinque falli: Bianchi, Malvone, Betti e Corzani.

 

 

La banda Pacini torna dalla trasferta in Val di Cornia con zero punti e tanti rammarichi, ma soprattutto evidenzia una netta involuzione rispetto alla brillante gara casalinga disputata la scorsa settimana contro il Costone Siena. Venturina si impone con merito sfruttando pienamente il fattore campo, costruendo il terzo successo consecutivo che riporta i termali a – 4 dalle penultime in classifica e riaprendo il discorso campionato in ottica salvezza. I ragazzi di Pezzini hanno interpretato il match in chiave prettamente agonistica coronata da una maggiore intensità riversata sul parquet, aspetti fondamentali del successo e cardini insostituibili di una mentalità combattiva. I gigliati, seppur con le dovute proporzioni, ripetono a mena dito il copione già andato in scena in quel di Terni, palesando un deleterio approccio a livello psicologico, partenza ad handicap che di fatto segnerà irrimediabilmente l’esito finale della contesa. L’unica nota positiva riguarda il carattere mostrato nella seconda parte di gara, redivivo temperamento e confortante segnale atto ad agganciare la parità ad inizio quarta frazione, indole generosa ma non sufficiente per ribaltare un protocollo apparso comunque ben delineato nei suoi contorni. Il definitivo distacco maturato nei minuti finali non mitiga l’amarezza e rafforza solo un’ulteriore rimpianto in funzione di un inizio affrontato senza il necessario mordente e spirito corale. Per quanto riguarda le assenze, i locali si presentano all’appuntamento orfani dello squalificato Fabiani, situazione lievemente più rosea nelle fila antagoniste, alla luce del prodigioso recupero in extremis degli acciaccati Tello e Corzani. Già dalle schermaglie introduttive si intuisce la complessità dell’ostacolo frapposto a ridimensionare le velleità gigliate, difatti dopo una fase di sostanziale equilibrio (9-8 al 5’) i padroni di casa forzano decisamente i ritmi e alzano la pressione difensiva. La coppia di lunghi Bianchi-Malvone, supportata dalle perentorie iniziative elegantemente finalizzate da un ispirato Francesco Vicenzini, fanno terra bruciata nei pressi del pitturato e colpiscono con sorprendente puntualità anche dal perimetro. Firenze, forse sorpresa da tanta veemenza, sbanda e subito si disunisce, senza abbozzare a qualche minima reazione, l’impasse è totale e incoercibile, caratterizzata da molti errori al tiro e dai troppi possessi gettati al vento. Le trame non si sviluppano con la consueta fluidità di circolazione e prestano il fianco alle ficcanti transizioni orchestrate da Martinelli, estro creativo finalizzato ancora dal tandem di torri locali, inesorabili nell’affondare i colpi nei confronti della malcapitata retroguardia fiorentina. La P.F. Affrico smarrisce del tutto la via maestra e realizza unicamente con Corzani su azione manovrata, mettendo a referto i restanti punti esclusivamente dalla lunetta, il Calidario è un treno in corsa e approfitta prontamente dei molti regali concessi scavando un’importante solco al termine del tempino. L’inerzia non cambia nemmeno nella frazione seguente ed anzi i tirrenici, sulle ali dell’entusiasmo, si esaltano ancora di più e trovano l’istantaneo contributo di Tonelli, firmatario di cinque punti filati, coadiuvato da Francesco Vicenzini, impeccabile nelle vesti di terminale offensivo principe e autore della sospensione che sentenzia l’irreale + 19 (36-17 al 14’). I biancoblu ospiti sono alle corde e possono soltanto contenere la forza d’urto sprigionata dai costieri, limitando i danni in attesa del corroborante intervallo prodigo di buoni propositi. Le fredde statistiche però riflettono impietosamente la totale debacle gigliata e non lasciano spazio ad attenuanti, spietata legge dei numeri che promuove a pieni voti Venturina,   protagonista di un roboante 17/28 globale dal campo (61%), comprensivo di un eloquente 7/11 da tre, percentuale che fa da contraltare a quella prodotta da Firenze (32%), dati inaspriti e consolidati dal netto dominio espresso sotto i tabelloni (16 rimbalzi a 5). Al rientro dagli spogliatoi l’avvio è al piccolo trotto e il quadro tattico sembra non subire cambiamenti, i locali controllano e amministrano forse con eccessiva lungimiranza, in ogni caso l’atteggiamento manifestato suffraga integralmente questa tesi e l’appoggio al vetro del giovane albanese Llacka certifica il nuovo massimo vantaggio (52-33 al 25’). Nel momento in cui le speranze cominciano seriamente a vacillare i fiorentini come d’incanto ritrovano grinta e convinzione, la zona dispari disposta da Mario Pacini è un propellente alchemico dall’immediata efficacia. La tanto invocata risurrezione origina un break dalle imponenti proporzioni, Scarselli mette in bella mostra tutte le conosciute qualità balistiche e si accende improvvisamente sganciando due siluri in rapida successione, imitato da Corzani finalmente incisivo all’interno del pitturato, soluzioni flessibili e polivalenti che avvalorano la rimonta (52-47 al 28’). Ora è Venturina ad accusare un passaggio a vuoto e si aggrappa ancora una volta a Francesco Vicenzini, l’uomo di maggior classe, per   cercare di superare indenne il momento di difficoltà, trend negativo acuito dal cesto a fil di sirena griffato Ferrotti, importante nel riportare i suoi a – 4 (56-52) e far sentire sempre più il fiato sul collo della compagine venturinese. Il quarto periodo è un crescendo gigliato, sospinto dall’immancabile calore emanato dai supporters del Gruppo Ultrà Firenze, la rimonta ormai matura si materializza al minuto 32, allorchè la tripla messa a segno da Tello decreta l’avvenuto aggancio (58-58). Proprio sul più bello tuttavia emerge l’amaro rovescio della medaglia, al termine dell’affannosa rincorsa la P.F. Affrico arriva agli istanti decisivi con il fiato corto e paga irrimediabilmente l’ingente sforzo profuso in un lasso di tempo relativamente breve, accusando un normale calo fisiologico. I costieri non perdonano e sfruttano a piene mani la contrazione di lucidità denunciata dai fiorentini e allungano grazie alla premiata ditta Francesco Vicenzini-Tonelli (68-61 al 37’), la partita non trova ancora padrone e nel successivo giro di lancette regala ulteriori emozioni, gli ospiti non mollano e coraggiosamente si rifanno sotto con la bomba cesellata da un indomito Scarselli (70-67). Nei conclusivi 120” Venturina intelligentemente gioca con il cronometro e beneficia del consueto stillicidio dai liberi, Martinelli non è impeccabile (2/4) ma ai suoi sbagli fanno seguito altrettante carambole offensive dal peso specifico inestimabile, efferate nel mettere a nudo la mancanza di indispensabile reattività sotto le plance. I generosi quanto vani tentativi dalla lunga distanza provati nell’ordine da Rizzacasa, capitan Calamai e Scarselli vengono puntualmente respinti dal ferro e sanciscono la resa risolutiva, inaspettata battuta d’arresto che non inficia la nona posizione in graduatoria e consente comunque di mantenere il saldo positivo riguardo la differenza canestri.

 

 

 

Massimiliano Simonetti

(Responsabile Comunicazione P.F. Affrico)



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